Flyboard è un attrezzo propriocettivo multifunzionale Made in Italy, grazie ai materiali utilizzati e alla sua speciale forma semisferica, si utilizza senza tappetino, sia dal lato concavo che convesso, per eseguire una moltitudine di esercizi che coinvolgono, in maniera sinergica, i principali distretti muscolari dell’apparato locomotore.

CARATTERISTICHE, VANTAGGI E BENEFICI

– Impatto del piede al suolo completamente annullato con azzeramento del rischio traumatico
– stimolo della pompa plantare con benefici alla circolazione sanguigna e linfatica
– oscillazioni meccaniche naturali che generano l’effetto delle vibrazioni elettriche
– tonificazione sinergica e simmetrica dei vari distretti muscolari
– equilibrio statico-dinamico con miglioramento della propriocezione
– assetto tonico-posturale con allineamento dei segmenti corporei

 


 

GOLD TRAINING Sessione in cui si andrà a lavorare la resistenza di tipo cardio protettivo, il miglioramento delle capacità coordinative e della mobilità articolare, con graduale incremento di carico tramite esercizi aerobici, di tonificazione, con l’ausilio di piccoli attrezzi

GLOBAL CIRCUIT Allenamento pensato per essere svolto a circuiti, in cui si andranno a sviluppare la resistenza aerobica e in modo globale anche la tonificazione muscolare tramite lavori a corpo libero o con l’ausilio di piccoli attrezzi.

SWEAT SESH Sessione di allenamento ad intervalli in cui si andranno a sviluppare la resistenza aerobica e in modo globale anche la tonificazione muscolare tramite lavori a corpo libero o con l’ausilio di piccoli attrezzi.

 



Nel ciclismo, insieme all’efficenza del sistema cardiovascolare, forza e resistenza muscolare svolgono un ruolo fondamentale condizionando decisamente la performance atletica. Il periodo di preparazione invernale non può quindi prescindere dall’allenare anche le componenti muscolari legate al gesto tecnico della pedalata.

Con questo corso ogni ciclista potrà evolvere le proprie prestazioni con un percorso di lavoro che comprenderà allenamenti sia sulla propria bicicletta, che a corpo libero, sempre guidati da un preparatore atletico. A tale scopo si pedalerà sui nuovi rulli Technogym, con costante monitoraggio di tutti i parametri della pedalata (potenza, cadenza, frequenza cardiaca) per ottimizzare ogni secondo del training previsto!

 


 

Ad Atlante arriva il Dry Needling

Il Dry Needling è una tecnica fisioterapica in cui un ago molto fino viene inserito attraverso la cute per il trattamento di trigger-point miofasciali (nodi dolorosi presenti in fasce tese all’interno del muscolo), tendini, legamenti o nervi, con lo scopo di ottenere la guarigione nelle condizioni di dolore muscolo-scheletrico. Il Dry Needling non è agopuntura o medicina orientale; infatti, non ha lo scopo di alterare il flusso di energia (“Qi”) all’interno dei tradizionali meridiani Cinesi, guarendo la patologia.

In realtà, il dry needling è una tecnica moderna e basata sull’evidenza scientifica, utilizzata per trattare il dolore e la disfunzione muscolo-scheletrici come: il dolore cervicale (neck pain), l’impingement di spalla, il gomito del tennista (epicondilite e epitrocleite), la sindrome del tunnel carpale, le cefalee cervico-geniche, i dolori al ginocchio, traumi agli arti inferiori, fasciti plantari o dolori lombari (low back pain).

 


 

Nalini: «Insaccavo i würstel all’Aia, adesso ho salvato il Crotone»

Il giocatore: «Sognavo di fare gol in serie A, non una serata così magica»

L’INTERVISTA

VERONA «Mi è passata davanti tutta la vita. I “no” di mia madre perché prima il diploma poi il calcio. Le notti in fabbrica ai tempi di Villafranca e Virtus Vecomp. La pubalgia e i problemi al ginocchio. Per segnare quei due gol ho preso il giro un po’ largo (ride). Ma forse è ancora più bello così ». C’è un re nella piccola Crotone. Si chiama Andrea Nalini, veronese della Bassa, originario di Pradelle, frazione da 800 abitanti di Nogarole Rocca, 27 anni il prossimo 20 giugno. Ruolo: attaccante/ala. Maglie: Azzurra Nogarole, Villafranca, Virtus Vecomp, Salernitana e adesso l’unica squadra calabrese che gioca in paradiso.

Nell’album scaligero di serie A troviamo fra gli altri i (tanti) gol dei Gino Pivatelli (119), Mario Corso (78), Beniamino Vignola (25), Lino Begnini (24), Riccardo Meggiorini (22), Piero Andreoli (21), Damiano Tommasi (14). Ma i primi due gol di Nalini tra le grandi – due sere fa, allo Scida – sono quelli che regalano al Crotone una clamorosa salvezza e nella storia sembrano entrarci dritti dalla porta principale.

Buongiorno Nalini: Crotone- Lazio, 3 a 1, lei che si sblocca alla 17esima presenza in A, la classifica che dice salvezza, lo Scida che non crede ai propri occhi… riesce a descriverlo? «A fatica. Quei due gol me li sono immaginati a lungo ma evidentemente dovevano arrivare proprio all’ultima partita. Sul primo vado incontro a una palla messa in mezzo, sul secondo seguo lo schema e mi faccio trovare su una sponda da calcio d’angolo. Durante l’esultanza quasi non ci capivo più niente. Poi stamattina mi sono svegliato col telefonino inondato di messaggi: tra cui quello del mio primo allenatore, Gianluca Melotto, pulcini dell’Azzurra Nogarole».

Dediche? «In primis alla famiglia: mia mamma, ai tempi degli Allievi, rimbalzava i club che bussavano alla porta perché voleva mi diplomassi (fatto: perito meccanico, al Don Bosco, in città, ndr). Quindi a tutti quelli che hanno creduto in me. Da Renato Gelio, che ogni giorno faceva avanti e indietro in auto da Nogarole per farmi allenare con le giovanili del Villafranca. Al mago delle alchimie di gruppo, Gigi Fresco, persona splendida che alla Virtus Vecomp mi ha aiutato moltissimo, facendomi uscire dalla pubalgia e trovandomi un nuovo lavoro, all’Aia, dove insaccavo i würstel dopo aver fatto anche il saldatore alla Cordioli & C di Valeggio: con alcuni di quei colleghi mi sento ancora, tra l’altro. Sono legato pure al Centro Atlante, poco fuori città, dove mi hanno curato il ginocchio e dove mi appoggio sempre d’estate, prima dei raduni, per tenere la forma».

Sembra che lei e il Crotone, Nalini, abbiate appena visto la luce dopo un lungo tunnel di sacrifici… «Io sono venuto qui l’estate scorsa sapendo bene le difficoltà nel passaggio da una B, con la Salernitana, al massimo campionato. Fino alla fine dell’andata erano spezzoni di gara. Ma non ho mai mollato e la chance (titolare nelle ultime 6, ndr) ho cercato di sfruttarla. Durante la festa, dopo Crotone-Lazio, mister Nicola mi ha detto: “Mi spiace che non ti ho dato fiducia prima”. Ma era giusto così: c’erano Stoian e Palladino, sino a gennaio, e se arrivi da una categoria inferiore la preferenza spetta ai più esperti».

Infine è toccato a lei. E nove giorni fa, a Torino, c’era Nalini titolare contro la Juventus… «Con la Juventus è stata una giornata incredibile. Ti ritrovi a competere con gente che vedevi in tivù e che di lì a poco, lo sai, si giocherà il trono d’Europa col Real Madrid. Partivo esterno per accentrarmi, quindi avevo davanti Dani Alves. Sui palloni aerei invece ho duellato spesso con Bonucci: e ho fatto un po’ di fatica, diciamo così…».

Tornando al Crotone: all’andata 9 punti e al ritorno 25 di cui 20 nelle ultime nove gare, come avete fatto? «Tre chiavi: la quadratura trovata da Nicola, i finali di gara gestiti meglio e un po’ di fortuna. All’andata abbiamo raccolto meno di quanto seminato. Poi con la vittoria di Verona, sul Chievo, 30° turno, è scattato qualcosa: dal giorno dopo in allenamento ognuno faceva la corsa in più per l’altro ».

Chi è adesso Nalini e dove vuole arrivare? «Ho sempre ammirato, da lontano, campioni come Callejon e Candreva, giocatori offensivi, di fascia e gamba, che mettono cross e assist. Per il resto sono qui, a Crotone, dentro un gruppo meraviglioso e in una piazza dal calore tipico del Sud, con altri due anni di contratto e tanta voglia di migliorarmi ».

Lì in Calabria le faranno una statua… «È chiaro che dopo una serata così la gente ti sommerge d’affetto. Sono uscito stamattina (ieri, ndr) e non ho pagato né colazione né niente: non ci sono mica abituato, a queste cose. Devo dire che qui sto da dio: Crotone è una piccola città, tranquilla, e appena spunta un raggio di sole diventa tutto fantastico…».